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Nata nel ‘47 per iniziativa di due imprenditori centesi, Claudio Vancini e Ugo Martelli, Vm motori, specializzata nella progettazione e costruzione di motori diesel, dal 2000 fa parte del gruppo Daimler Chrysler, uno dei grandi marchi americani coi quale la collaborazione è di lunga data.
La produzione dell’azienda, inizialmente destinata a settori agricoli, marini e industriali, conosce una svolta nel 1990 con la nascita di Turbotronic, un motore diesel che, con il controllo elettronico del processo di combustione e ricircolo dei gas di scarico, è in grado di fornire prestazioni di avanguardia sia in termini di potenza che di contenimento delle emissioni allo scarico. Da allora Vm ha rivolto il suo sguardo al mercato automobilistico avviando rapporti con gruppi come Ford, General Motors e Chrysler. Attualmente Vm ha una capacità produttiva di 100mila motori all’anno in un’area di 85 mila mq, con un organico di quasi 1300 dipendenti. E dall’ottobre 2000 è entrata a far parte del gruppo Daimler Chrysler, che detiene il 49% dell’azienda, mentre il restante 51% è andato al gruppo statunitense guidato da Roger Penske (specializzato in logistica e trasporti), che dell’azienda italiana è anche presidente dal 1995.
Le ragioni per le quali importanti realtà straniere hanno scelto di investire i propri capitali nell’azienda centese sono spiegate da Vilmo Ferioli, vicepresidente e amministratore delegato di Vm: “Da molti anni a questa parte la Vm, con il suo 75% di export, guarda ai mercati esteri con grande attenzione, investendo con convinzione nella ricerca e nell’innovazione. Inoltre non va dimenticato che siamo in una regione che, nonostante i limiti di competitività del sistema Italia, dal punto di vista economico continua ad avere una capacità di tenuta superiore alla media nazionale. Queste due componenti sinergiche hanno evidentemente offerto garanzie agli investitori stranieri”.
Altro aspetto al quale Vm dà molta importanza è quello della Ricerca & sviluppo sul quale investe il 7% del proprio fatturato. “Se questo spirito riuscirà sempre più a fare sistema in tutta la regione – conclude Ferioli – gli investitori esteri non potranno che aumentare”.
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