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Il fattore umano, il know how accumulato in decenni di esperienza, la capacità di accoglienza del territorio emiliano-romagnolo. Sono questi, secondo Stephan Winkelmann, presidente e managing director di Lamborghini Automobili, gli aspetti vincenti della Casa del toro e i motivi che nel ’98 hanno spinto Audi e Volkswagen ad acquistare Lamborghini. Allora l’azienda era un piccolo produttore di auto di lusso, famoso in tutto il mondo, ma alla ricerca di un rilancio.
Oggi, dopo l’arrivo della casa tedesca, i suoi gioielli a quattro ruote sono ancora sulla strada e la tecnologia usata per produrli è ancora tutta italiana, anzi emiliano-romagnola. “Dal ’98 - spiega Winkelmann - Audi ha investito oltre 350 milioni di euro nella Lamborghini, tra infrastrutture, sviluppo di nuovi modelli, ristrutturazione di linee e naturalmente in risorse umane. Oggi vediamo i risultati di questo investimento: negli ultimi quattro anni Lamborghini ha presentato tre nuove auto, Gallardo, Murciélago e Murcièlago Roadster, ed è passata da 297 auto vendute nel 2001 alle 1.592 dello scorso anno, con una crescita esponenziale degli introiti”. Ma qual è il valore aggiunto di questo territorio? “La ricetta – continua Winkelmann - è piuttosto semplice e coinvolge un mix di diversi fattori. l’uomo, la tecnologia e lo spirito”. Innanzitutto sono le risorse umane a fare la differenza: “A Sant’Agata Bolognese – continua - lavora un team solido e competente, che ha creato un buon dialogo con la casa madre e che può affidarsi a un know how tecnologico molto avanzato”.
E poi, lo spirito, che è sempre stato alla base dell’identità di marca di Lamborghini: in una parola, “lo spirito italiano”, spiega il presidente di Lamborghini. E parlando di territorio, “in particolare l’Emilia-Romagna, la regione in cui lavoriamo, ci ha davvero offerto molto. Oltre alle centinaia di dipendenti Lamborghini - che abitano tutti tra i 30 e i 50 km dalla sede della Casa del toro - la collaborazione che le autorità di Bologna, Sant’Agata e dalle altre comunità attorno ci hanno dato è sempre stata ottimale, come la collaborazione con i sindacati. Un aspetto che ha aiutato l’azienda a diventare ben conosciuta e rispettata, sia in Italia che nel resto del mondo”..