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Abitare, una filiera di successo

CersaieBologna, 3 ottobre 2006 –Non è un caso se il Cersaie, il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno si svolge a Bologna, in una regione che vanta l’80% della produzione di piastrelle nazionale. Il Cersaie, che si è concluso il 30 settembre, ha battuto quest’anno tutti i record: superati i 90 mila visitatori sui cinque giorni di manifestazione con un aumento del 2,7% rispetto al 2005 e crescita del 6,8% degli operatori professionali stranieri. Un dato che porta al 29% la quota di visitatori provenienti da oltre confine, il più alte tra le fiere italiane, collocando il Cersaie tra gli eventi di settore più importanti nel panorama mondiale.

La filiera dell’abitare in Emilia-Romagna comprende il settore del legno e del mobile, la ceramica e l’edilizia. Come sottolinea il rapporto di Ervet “Le eccellenze della filiera dell’abitare in Emilia-Romagna”, commissionato dalla Regione, è una delle filiere più importanti della regione in termini di dimensione economica e di occupati impiegati. Con 133.899 addetti totali ed un valore dell’export pari a 4 milioni di euro, con una crescita del 15% dal 2000 al 2004, la filiera rappresenta circa il 9% degli addetti regionali e il 12% dell’export dell’Emilia-Romagna.

Settore strategico della filiera, la ceramica comprende 895 unità locali concentrate nella provincia di Modena (la metà di queste), Reggio Emilia e nelle restanti province tra cui soprattutto Ravenna e Bologna. La produzione si trova principalmente nel distretto di Sassuolo (Modena) che fornisce ben l’80% della produzione nazionale. A Sassuolo operano 260 aziende tra cui grandi gruppi internazionali come Granitifiandre e Florim Ceramiche e  anche piccole e medie imprese per un totale di 22 mila addetti. È a Bologna un altro colosso della ceramica, Marazzi, gruppo che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo.

Nel settore si sono inoltre notevolmente sviluppate aziende che producono macchinari e tecnologie a supporto dei produttori di piastrelle. La realizzazione di impianti per la produzione di ceramiche è diventata infatti un business strategico per il settore e presenta un forte orientamento all’export.

Il settore del legno e del mobile è formato da 7.878 unità locali ed è collegato all’industria dell’arredamento, in particolare alla produzione di macchinari per la lavorazione del legno: in quest’ultimo comparto la regione è a primi posti in Italia.
Il settore del legno comprende sia i mobili, sia i prodotti per l’edilizia tra cui porte, finestre e cancelli. La produzione si concentra nei territori di Carpi, Modena, Rimini e in particolare nella provincia di Forlì-Cesena si trova un polo eccellente della produzione del mobile imbottito e del salotto con oltre 100 imprese e 4.000 addetti. Tra Parma e Reggio Emilia sono localizzate aziende specializzate in cucine, arredamenti per la casa ed elettrodomestici, Parma si è specializzata nelle camere da letto e cucine, a Novi (Modena) si producono scale in legno. Tra le imprese eccellenti del settore, la Cierre Imbottiti (Forlì), Mascagni spa (Bologna), Coop Legno società cooperativa (Modena).

La sub filiera dell’edilizia comprende sia i materiali da produzione, sia le tecnologie per l’attività delle costruzioni edili - sollevamento, escavazione, movimento da terra – che le macchine per la produzione di ceramica. Sono 16.394 le unità locali che operano in Emilia-Romagna nell’edilizia concentrate soprattutto nelle province di Bologna e Modena. Lo sviluppo di un’intensa attività edilizia cha ha caratterizzato il territorio fin dagli anni cinquanta, ha contribuito alla crescita del settore delle macchine movimento terra e di macchine gru ed altri strumenti di sollevamento, a cui hanno dato un’importante contributo le imprese di sub fornitura della filiera della motoristica presenti sul territorio regionale. Tra le imprese eccellenti la Bacchi (Reggio Emilia) per quanto riguarda l’attività estrattiva, Industria laterizi Giavarini (Parma), Trevi (Cesena).

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