La Regione dello sviluppo
Gli incentivi e i servizi
Strumenti Informativi per il marketing territoriale
Bologna, 11 aprile 2007 – Nascono in Emilia-Romagna alcuni dei marchi
che rappresentano la moda made in Italy nel mondo: Max Mara, Mariella Burani,
Blumarine, Sergio Rossi. Dall’abbigliamento agli accessori moda alle
calzature, il settore della moda si caratterizza in Emilia-Romagna da un lato
per la presenza di alcune imprese eccellenti e di forte richiamo e dall’altro
per una microimprenditorialità diffusa - che si dedica al contoterzismo,
subfornitura e produzioni di nicchia – con competenze tecniche e manuali
di elevata qualità. Questi due aspetti si trovano in alcuni casi nella
stessa area formando veri e propri distretti come quello di Carpi (Modena).
Lo studio realizzato da Ervet “Le eccellenze della filiera della moda in Emilia-Romagna” individua tre sub-filiere principali: tessile e abbigliamento (produzioni di tessuti, maglieria ed abbigliamento), calzature (calzature in pelle e non), accessori moda (accessori in pelle e non).
Nel 2001 (ultimo censimento) le unità locali dell’intera filiera erano 14.209 per un totale di 75.476 addetti. In termini di unità locali e addetti, la maggiore concentrazione è a Modena – in cui si trova il comune di Carpi che ha il numero di addetti più alto della regione, 9.200 (Censimento 2001) – seguono Bologna, Reggio Emilia e Forlì-Cesena.
Nel quarto trimestre del 2006 il fatturato del settore è aumentato del 3,9% rispetto allo stesso trimestre del 2005 e le esportazioni sono aumentate del 3,8% (fonte: Centro studi Unioncamere Emilia- Romagna). Secondo i dati Ervet, l’export regionale della moda è aumentato dal 2000 al 2005 del 15,8% a fronte di un export nazionale che ha perso nel quinquennio il 4 per cento. E l’Emilia-Romagna è passata così da quarta a terza regione per importanza nelle esportazioni nazionali: il 9,2% dell’export italiano (dato 2003) mentre nel 1991 il valore era fermo al 7 per cento.
Il buon andamento dimostra come la regione sia rimasta competitiva nonostante la crisi del settore dovuta principalmente all’aumento della concorrenza internazionale con nuovi competitori, in particolare provenienti dall’Asia.
In particolare, il distretto di Carpi, dopo anni di crisi dovuta alla concorrenza, ha registrato nel 2006 un aumento di fatturato dell’8,8% rispetto al 2005.
La sub-filiera del tessile e abbigliamento è il core business dell’intero settore (comprende il 65% del totale unità locali) e si concentra soprattutto nel distretto di Carpi con aziende quali Blufin - che riunisce i marchi Blumarine, Anna Molinari e Bluegirl Blumarine – Liu. Jo e Avirex. A Reggio Emilia si trovano altri colossi dell’abbigliamento quali Mariella Burani, Max Mara e Marina Rinaldi, mentre a Bologna si trova il Gruppo La Perla, Bruno Magli e Les Copains.
La sub filiera calzature e concia (compreso il commercio all’ingrosso calzature e concia) costituisce il 5,4% del totale unità locali e si concentra soprattutto in Romagna nel distretto del Rubicone, presso i comuni di San Mauro Pascoli, Savignano e Gatteo. Si trovano in questa zona marchi di prestigio come Sergio Rossi, Pollini, Casadei e Baldinini.