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Modena, 8 novembre 2007 – Innovazione, ricerca, trasferimento tecnologico, formazione. Sono questi gli obiettivi al centro del rinnovato accordo quadro sul Quality Center Network per il distretto Biomedicale dell’Area Nord siglato tra Provincia, Università, Azienda ospedaliera policlinico, Azienda sanitaria locale, Unione dei Comuni dell'area nord, Domocenter-Sipe e le associazioni imprenditoriali del settore.
“Con la revisione e l’aggiornamento dell’accordo quadro – spiega Palma Costi, assessore provinciale agli Interventi economici – si compie un qualitativo passo in avanti per lo sviluppo e l’innovazione del distretto biomedicale, un polo produttivo di eccellenza a livello internazionale che necessita di una forte interazione tra mondo della produzione, della ricerca e soprattutto della sanità regionale”.
Le attività previste dall’accordo incentivano infatti la collaborazione con le istituzioni della sanità pubblica (ministero della Salute, assessorato regionale alla Sanità e le aziende sanitarie delle Province dell’Emilia nord), con il costituendo Osservatorio per l’Innovazione dell’Agenzia sanitaria regionale, con Modena Fiere e la Camera di commercio di Modena nell’organizzazione del meeting “Rimat Biomed” e nell’attivazione di percorsi formativi e di orientamento per gli studenti delle scuole medie superiori e gli specializzandi e dottorandi dell’Università.
Un passo in questa direzione è l’incontro organizzato a Mirandola tra istituzioni locali, imprese e associazioni con l’assessore regionale alla Sanità Giovanni Bissoni e l’assessore regionale alla Formazione Paola Manzini.
L’accordo prevede anche la costituzione di uno sportello informativo e di front office al servizio delle imprese, con un’attenzione particolare riservata alle piccole e medie, per il trasferimento tecnologico e l’innovazione, partendo dalla valorizzazione della ricerca istituzionale e aziendale, la valutazione clinica e preclinica, la validazione di tecnologie e di prodotti.
“Il sostegno alle attività di ricerca e innovazione in stretto contatto con gli utilizzatori finali (Sistema sanitario regionale) – sottolinea Palma Costi – è un aspetto fondamentale per rafforzare la competitività del distretto”.
Sono oltre 78 le imprese che compongono la filiera del biomedicale modenese: in provincia, secondo i dati del IV Osservatorio sul settore Biomedicale, nel distretto dell’Area Nord l’occupazione tocca quota 4.250 addetti e un fatturato complessivo di oltre 621 milioni di euro.
A caratterizzare il distretto – che concentra il 90% degli addetti tra Mirandola, Medolla, Concordia, Cavezzo, San Felice, San Possidonio e San Prospero – la presenza di grandi gruppi multinazionali, che controllano le quattro imprese più importanti. Queste ultime impiegano, da sole, il 52% circa del totale lavoratori, realizzando il 68% del volume d’affari complessivo del distretto.
La maggior parte dei produttori del polo biomedicale è però costituita da aziende indipendenti, di piccola dimensione, fondate e guidate da imprenditori locali, il cui peso è aumentato di pari passo con il numero di addetti e il fatturato. Apparecchiature e disposable per emodialisi sono le principali specializzazioni del distretto, che tra i settori importanti conferma la cardiochirurgia, la trasfusione e autotrasfusione, l’anestesia e la rianimazione.