Casi di successo

Kemet si aggiudica il 100% di Arcotronics Italia

stabilimento di Sasso MarconiBologna, 21 novembre 2007 – Il gruppo americano Kemet Corporation, uno dei leader mondiali nella produzione di condensatori quotato alla Borsa di New York (NYSE: KEM), ha firmato l'accordo per l'acquisto del 100% della società bolognese Arcotronics. A vendere è stato il fondo Blue Sky (Zb Zwirn), che due anni fa aveva rilevato l'azienda specializzata da più di 40 anni nella produzione di condensatori elettronici in film plastico utilizzati nei circuiti a transistori.
L'operazione da 116 milioni di euro, andata in porto lo scorso ottobre dopo la necessaria approvazione dell’autorità antitrust tedesca, fa di Kemet un gruppo da quasi un miliardo di dollari di vendite.

“Questa manovra consente di valorizzare al massimo il ruolo strategico di Arcotronics attraverso l’integrazione con uno dei principali operatori in Europa, in America e in Asia come Kemet” commenta Gianpaolo Di Dio, amministratore delegato di Arcotronics.

Il Gruppo industriale americano – circa 700 milioni di dollari di fatturato nel 2006 e 600 milioni di dollari di capitalizzazione di Borsa – è infatti uno dei principali operatori nel settore dei condensatori in ceramica, alluminio, tantalio, e più recentemente in film plastico, segmento in cui ha acquisito lo scorso febbraio la società finlandese Evox Rifa, quinto produttore europeo di condensatori.

“La combinazione della tecnologia e dei prodotti di Arcotronics con la presenza globale di Kemet – continua Di Dio – porterà importanti benefici alla nostra azienda in termini di rafforzamento della presenza commerciale negli Stati Uniti e soprattutto in Asia, dove si è oramai concentrata gran parte del mercato”.

Vanto della produzione i componenti elettronici passivi, che accumulano ed erogano energia grazie a un sistema costituito da due armature separate da uno strato isolante (dielettrico). A fare la differenza le tecniche costruttive: il rischio di eventuali punti difettosi è ridotto al minimo dall’uso, come isolante, delle pellicole in film plastico, realizzate con spessori inferiori a quello della carta impregnata e in grado di resistere a una tensione elevata. Tra le principali applicazioni, blocco di linee continue, formazione di circuiti oscillanti in alta frequenza, avviamento di motori, rifasamento delle linee elettriche, soppressione di disturbi, by-pass ai capi di una resistenza.

Origini emiliane quelle di Arcotronics, che dal Bolognese, grazie agli stabilimenti di Sasso Marconi, Vergato e Monghidoro, ha fatturato 150 milioni di euro nel 2006 e ha dato lavoro a circa 1.700 dipendenti, di cui mille in Italia, con un indotto di oltre 1.500 persone. Un risultato importante per la società che dalla sua fondazione, nel lontano 1963, si è allargata oltre i confini nazionali: destinazione Germania, Regno Unito, Bulgaria e Cina.