La Regione dello sviluppo
Gli incentivi e i servizi
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Bologna, 14 novembre 2008 - Cresce in Emilia-Romagna la spesa in ricerca e sviluppo delle imprese, soprattutto
piccole e medie. Secondo i dati Istat relativi al 2006, la nostra regione vede
aumentare la propria quota, che passa dall’11,2 all’11,7% e si
attesta al 4° posto tra le regioni italiani dietro Lombardia, Lazio e Piemonte.
Secondo l’Istat, negli anni più recenti sulla spesa delle imprese
in ricerca e sviluppo ha influito anche la deducibilità dell’imposta
IRAP, in particolare favorendo le imprese “marginali” – incerte,
cioè, se impegnarsi o meno in attività di R&S – rispetto
alle imprese che svolgono queste attività in modo sistematico.
“Questo ha portato – dice l’Istat – ad una crescita
relativamente maggiore della spesa per ricerca e sviluppo nei settori dove è più marcata
la presenza di piccole e medie imprese e, di conseguenza, nelle regioni – come
il Veneto, l’Emilia-Romagna o le Marche – dove tali imprese caratterizzano
fortemente il tessuto industriale”.
Quindi, per quanto riguarda i numeri, mentre arretrano nella distribuzione
territoriale delle risorse private per ricerca e sviluppo le regioni con maggiore
spesa (Lombardia da 30,5% a 29,7; Piemonte da 20,3% a 19,6; Lazio da 10,1%
a 9,8), altre regioni guadagnano significativamente (Veneto da 5,0 per cento
a 6,1; Emilia-Romagna da 11,2 per cento a 11,7; Marche da 1,2 per cento a 1,4).
Secondo poi il Rapporto 2008 sull’economia regionale, realizzato da Regione e Unioncamere, a fronte di un significativo calo delle risorse derivanti da interventi nazionali per le imprese e una crescita di quelle regionali, le politiche dell’Emilia-Romagna risultano quelle che si sono maggiormente specializzate, dedicando una media negli ultimi 5 anni del 41% del totale a ricerca e innovazione, a fronte di una media nazionale del 14,8% e ben al di sopra di regioni come la Toscana (28,5%), Lombardia (9,7%), Piemonte (13,3%) e Veneto (19,9%)