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Bologna, 14 novembre 2008 - Crescono dell’11,4% secondo trimestre del 2008 le esportazioni manifatturiere dell’Emilia Romagna rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A rilevarlo è il focus sull’Emilia-Romagna del Monitor dei distretti, realizzato dal Servizio studi e ricerche di Imi-San Paolo.
Un tasso di crescita sostenuto quello emiliano-romagnolo, ben superiore al dato medio nazionale, che si è fermato al 5,7%. La differenza, pur riducendosi, resta evidente se si considera tutto il primo semestre dell’anno in corso, quando la crescita dell’export della regione è stata pari al 9%, contro il +5,3% nazionale, dovuta ai buoni risultati ottenuti sui mercati esteri da gran parte delle principali specializzazioni produttive della regione, dal calzaturiero agli alimentari, dall’abbigliamento alla meccanica.
Molte delle produzioni emiliano-romagnole vengono realizzate all’interno dei distretti industriali della regione. Anche in questa fase delicata del contesto economico internazionale, si evidenzia il ruolo di traino dei distretti regionali, che proprio nel secondo trimestre dell’anno in corso hanno mostrato segni di accelerazione, registrando una crescita delle esportazioni pari all’11,7%. Questa dinamica così positiva contrasta, e non poco, con il dato medio nazionale, che mostra una sostanziale stagnazione delle esportazioni dei distretti industriali italiani, ferme sui livelli raggiunti nel secondo trimestre del 2007.
I buoni risultati dell’Emilia-Romagna sono spiegati dal maggior peso di alcuni distretti specializzati nella meccanica o nell’alimentare, ma anche da produzioni che, come le calzature o il tessile-abbigliamento, altrove sono state penalizzanti per le aree distrettuali italiane.
Nella Meccanica nel periodo aprile-giugno 2008 le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia hanno confermato gli ottimi risultati del primo trimestre, mentre le macchine per l’imballaggio di Bologna, hanno mostrato segni di accelerazione. Nei mesi primaverili sono tornate a crescere anche le macchine per il legno di Rimini e le macchine utensili di Piacenza, mentre la Food Machinery di Parma ha subito un fisiologico arretramento dopo un 2007 eccezionale (+36,3% rispetto al 2007). Nel Sistema moda hanno brillato l’abbigliamento di Rimini e le calzature di San Mauro Pascoli, che hanno toccato tassi di crescita compresi tra il 17% e il 30%.
La situazione congiunturale si è mantenuta difficile per l’importante distretto delle piastrelle di Sassuolo, che, tuttavia, nonostante i pesanti arretramenti subiti sul mercato americano, ha mostrato segni di tenuta, puntando su nuovi mercati e consolidando la propria presenza in alcuni tradizionali sbocchi commerciali
In base all’analisi dell’evoluzione delle esportazioni distrettuali per sbocco commerciale si evidenzia come i distretti dell’Emilia Romagna abbiano registrato una crescita quasi generalizzata. Nel complesso emerge così il buon posizionamento competitivo (in termini di qualità e differenziazione della produzione, ma anche nella fase distributiva e commerciale) dei distretti dell’Emilia Romagna, che in un contesto competitivo sempre più aspro e in una fase congiunturale di recessione di alcune tra le principali economie avanzate, hanno ottenuto brillanti performance di crescita sui mercati esteri. Anche se in prospettiva l’ulteriore peggioramento della situazione congiunturale internazionale, alimentato dalla crisi finanziaria in corso, non potrà non avere effetti negativi anche sulla “corsa” dei distretti dell’Emilia Romagna, appare verosimile attendersi una maggiore capacità di tenuta dei distretti della regione rispetto a quelli del resto d’Italia.