Benessere economico

Da tempo l’Emilia-Romagna è ai vertici delle statistiche dell’Unione europea per prodotto regionale pro capite e anche il valore aggiunto regionale cresce più della media nazionale. Il prodotto regionale lordo per abitante classifica l’Emilia-Romagna tra le regioni più ricche d’Europa.
 
Gli indicatori di benessere economico vedono l’Emilia-Romagna ai vertici delle graduatorie  nazionali, precisamente al terzo posto. Ben quattro province emiliano-romagnole si classificano tra le prime undici province italiane per valore aggiunto per abitante (Istat, 2006).

Una regione dall'economia florida

Secondo i dati Eurostat, l’Emilia-Romagna è tra le regioni più prospere in Europa. Nel 2003 l’Istat ha calcolato il Pil della regione intorno ai 100 miliardi di euro di Pil*, circa il 9% del totale nazionale. Ad assicurare prosperità alla regione è un tessuto produttivo caratterizzato da oltre 400mila imprese, per la maggior parte di piccole e medie dimensioni. La competitività di questa rete di micro-aziende, spesso raccolte in veri e propri distretti industriali, cruciale per l’intero sistema, è eccellente rispetto al resto d’Italia.

L’industria rappresenta il comparto più importante per l’economia regionale (anno 2002): al settore si deve il 28,4% del valore aggiunto. Un dato che pone l’Emilia-Romagna tra le regioni più industrializzate del Paese. Rilevante la performance del terziario (che raggiunge il 62,3%): il settore servizi a imprese e famiglie** copre il 27.2% del valore aggiunto della regione. Superiore invece alle altre regioni con tasso di industrializzazione simile, il peso di agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%) e del settore delle costruzioni (5,5%).

* Valore del Pil calcolato su valori a prezzi costanti del ‘95
** Il settore comprende: attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali e imprenditoriali

La distribuzione del reddito

PIL pro-capite in PPA per regione europea. Anno 2002 - Fonte: EurostatDa tempo l’Emilia-Romagna è ai vertici delle statistiche dell’Unione europea per prodotto regionale pro capite e anche il valore aggiunto regionale cresce più della media nazionale. Il prodotto regionale lordo per abitante classifica l’Emilia-Romagna tra le regioni più ricche d’Europa.

Gli indicatori di benessere economico vedono l’Emilia-Romagna ai vertici delle graduatorie  nazionali, precisamente al secondo posto. Ben cinque province emiliano-romagnole si classificano tra le prime quindici province italiane per valore aggiunto pro capite; tra queste, quattro si classificano nelle prime dieci posizioni.

Un’ulteriore conferma del livello di benessere dell’Emilia-Romagna deriva dalla graduatoria delle province dei depositi bancari delle famiglie, redatta dall’Istituto Tagliacarne: ben otto province emiliano-romagnole si posizionano nel 25% delle province con valori più elevati nazionali.


Grafico: PIL pro-capite in PPA per regione europea. Anno 2002 - Fonte: Eurostat

 

La qualità del risparmio

Una media di 7,8 sportelli bancari ogni 10 mila abitanti e di 7,6 ogni mille imprese assicura all’Emilia-Romagna una rete capillare al servizio di cittadini e aziende. Una dotazione che va ben oltre quella nazionale (rispettivamente 5,3 e 6,1 sportelli ogni 10 mila abitanti e ogni mille imprese).

Chi investe in Emilia-Romagna può contare su un rapporto solido con gli istituti di credito: il valore degli impieghi effettuati dalle imprese della regione continua a crescere nel tempo. A giugno 2004, ammontava a oltre 105 miliardi di euro: il 9,5% del totale italiano. Bene anche i depositi bancari: il loro valore pro capite è al di sopra della media nazionale (14mila euro contro i 12mila del resto del Paese).

Come spendono gli emiliano-romagnoli

 

Gli emiliano-romagnoli spendono in servizi e beni durevoli più che nel resto d’Italia. Su una spesa complessiva di oltre 50 miliardi di euro l’anno, gli abitanti della regione utilizzano poco meno della metà per acquistare servizi: una voce di spesa che cresce in regione a ritmi più sostenuti del resto del Paese.

Poco più della metà della spesa è invece destinata ai beni materiali: per la maggior parte si tratta di beni non durevoli, per i quali però gli emiliano-romagnoli spendono meno degli altri italiani.

Capitoli di spesa importanti per gli abitanti della regione sono l’abitazione, per la quale utilizzano il 17% della spesa (un punto percentuale in meno che nel resto del Paese), e i trasporti, che si portano via, in Emilia-Romagna come in Italia, il 13% della spesa complessiva. Rilevanti anche le spese per generi alimentari (13%), alberghi e ristoranti  (13%) e ricreazione e cultura (9%) 

Grafico: PIL pro-capite in PPA. Anno 2005 - Fonte: Eurostat